“Risi e bisi” inneggiando il tricolore

risi e bisi

L’Associazione Italiana Food Blogger ha celebrato questa settimana “Zuppe e Minestroni“, ed oggi l’approfondimento è per il piatto risi e bisi“, con un interessante articolo dell’ambasciatrice Lidia Mattiazzi del blog The spicy Note, per il Calendario del Cibo Italiano.

Un piatto della tradizione veneta, molto presente anche nella cucina Vicentina, con l’utilizzo di due prodotti di eccellenza della mia città:  il riso di Grumolo delle Abbadesse  (prodotto presidio Slow Food) che si sposa perfettamente con i piselli, i bisi, di Lumignano, prodotto De.Co.

Definire “risi e bisi” non è facile, non è né un risotto ma nemmeno una vera  e propria minestra…

riso e piselli

riso e piselli

Tempo fa dedicai a questo piatto un articolo, incuriosita da un aneddoto dell’epoca rinascimentale che faceva di questa pietanza  un chiaro inno all’unità d’Italia.

(…) vide l’oste affacciarsi alla porta, farle l’occhiolino e gridare

“Risi, bisi e fragoe” e lei di rimando “Erbette e rape cotte”.

Gli austriaci li guardarono e risero tra loro.

Non compresero che entrambi li avevano appena derisi inneggiando al tricolore italiano.

aneddoto

riso e piselli

La ricetta che ho proposto è quindi   “Risi, bisi e fragoline di bosco“, in onore di chi ha lottato per la nostra bandiera.

Vi rimando, quindi,  a questo articolo per scoprire tutte le curiosità legate a questo piatto e, ovviamente la ricetta.

risi e bisi

 

ciao!

elisa firma

 

 

4 Comments

  • Bellissime foto Elisa, come sempre! Ho letto la tua proposta con le fragoline di bosco e la trovo “da provare”: un tocco aspro in questo piatto molto dolce non può che far bene.
    Se ho capito bene hai omesso la pancetta ma forse forse un pezzettino di lardo io ce lo metterei pure, nonostante le fragoline 😉 eheheh sono golosa!
    Grazie per aver contribuito alla mia Giornata Nazionale AIFB. 🙂
    Un abbraccio, Lidia

  • Erica scrive:

    Wow bellissimo il tuo post e la ricetta fantastica, interessante l’aneddoto che non conoscevo. Alla prossima Erica

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